La straordinaria difficoltà incontrata da sempre nel disegnare la figura centrale
ha probabilmente impegnato le menti più fervide fino al punto da indurle a trascurare
tutto il resto, come fosse solo materiale accessorio, per non dire ornamentale o di contorno.
Così si incontrano ovunque le più diverse soluzioni, giustificate da interpretazioni
più o meno occasionali e non sempre pazienti dei corollari, ridotti a Petali appiattiti
e della cornice esterna, a sua volta stilizzata e riconfigurata
in ossequio ad una tradizione sempre presente nei mandala orientali in genere,
tesa ad enfatizzare le quattro direzioni dello spazio.

Il fatto di concepire queste aree come petali del loto,
dal basamento di statue delle deità in poi, ne ha condizionato sempre più l´aspetto
ad una funzione meramente stilistica per la quale, più che le proporzioni d´ampiezza,
contava il rispetto del numero e la disposizione a strati multipli.
Con lo Shri Yantra però un tale adattamento è inammissibile, poiché la disposizione
e la proporzione delle aree derivano dalla planimetria che governa tutto l´impianto
con una formulazione determinante, ciò che mostrano e dimostrano
le 4 parti concentriche introdotte fin dalla prima descrizione del simbolo.


 

Antonio Alessi - © 2003-2010 The Watch Publisher

ome emerge chia­ra­men­te dal­le fi­gu­re, la di­spo­si­zio­ne dei pe­ta­li è ori­gi­na­ta dal­la par­ti­tu­ra in al­tret­tan­te aree trian­go­la­ri de­ri­van­te dal­la so­vrap­po­si­zio­ne di una dop­pia se­rie di qua­dra­ti, due in­ter­ni, che nel­la pri­ma fi­gu­ra­zio­ne cir­co­scri­vo­no (in ros­so) l´em­ble­ma­ti­ca fi­gu­ra cen­tra­le o me­glio il cer­chio che la con­tie­ne; e quat­tro ester­ni a que­sti due (in ver­de), che a loro vol­ta ide­al­men­te li cor­coscri­vono.
Per­ché ide­al­men­te? un pro­ble­ma non in­dif­fe­ren­te, da non sot­to­va­lu­ta­re a li­vel­lo co­strut­ti­vo. Sia la pri­ma che la se­con­da se­rie in­fat­ti dan­no luo­go ad una co­ro­na di trian­go­li ester­ni dei qua­li non è la base ad es­se­re tan­gen­te al cer­chio ide­a­le in­ter­no, ma sono i pun­ti di in­ter­se­zio­ne che co­sti­tu­i­sco­no i ver­ti­ci del­le basi a tro­var­si su det­to cer­chio, il qua­le an­drà così a scom­por­si in una se­rie di ar­chi ugua­li, che si rac­cor­deranno alle basi dei trian­go­li, per dar vita alle basi dei sin­go­li pe­tali.
La con­se­guen­te so­sti­tu­zio­ne del­le basi dei trian­go­li con i ri­spet­ti­vi ar­chi di cer­chio com­por­ta una ri­du­zio­ne sca­la­re dei po­li­go­ni con un av­vi­ci­na­men­to al cen­tro per far sì che en­tram­be le fa­sce toc­chi­no con le nu­o­ve basi con­ca­ve i ver­ti­ci dei po­li­go­ni in­ter­ni. Ciò ri­sul­ta più com­ples­so nel­la cer­chia ester­na di quat­tro qua­dra­ti, dove tut­ta la ban­da del­le in­ter­se­zio­ni in­ter­ne, pro­prio quel­la che ri­chia­ma le sfac­cet­ta­tu­re di una gem­ma, vie­ne ad es­se­re come as­sor­bi­ta dal dop­pio av­vi­ci­na­men­to.
In ogni caso le pro­por­zio­ni tra le otto aree vir­tual­men­te trian­go­la­ri in­ter­ne e le se­di­ci ester­ne re­sta­no in­va­ria­te, con­fe­ren­do al­l´anel­lo di cia­scu­na cer­chia una spe­ci­fi­ca al­tez­za, non ar­bi­tra­ria, ma di­pen­den­te dal­la ma­no­vra de­scrit­ta.
Il ri­sul­ta­to lo si vede nel­la se­con­da fi­gu­ra, che so­sti­tu­i­sce ap­pun­to al li­vel­lo ge­o­me­tri­co-vir­tua­le del­la strut­tu­ra il li­vel­lo ge­o­me­tri­co com­pat­to de­fi­ni­ti­vo.

Le due cer­chie sono poi cir­con­da­te da quat­tro cer­chi con­cen­tri­ci rav­vi­ci­na­ti a mo' di pas­separtout, ri­spet­to a quel­la che sarà la cor­ni­ce ester­na - o se pre­fe­ri­sci di ca­sto­ne ri­spet­to alla mon­ta­tu­ra di tale pre­zio­sa pie­tra - cor­ni­ce che si pro­trae con le quat­tro por­te.
Eb­be­ne, ecco un pri­mo fat­to di ri­lie­vo: ben­ché gli in­ter­spazi tra i quat­tro cer­chi pos­sa­no es­se­re con­si­de­ra­ti ar­bi­tra­ri, si ve­ri­fi­ca l´evi­den­za del fat­to che il cer­chio ester­no, che rac­chiu­de tut­to quan­to ab­bia­mo esa­mi­na­to, ten­de a tro­var­si in rap­por­to au­reo con quel­lo che con­tie­ne i nove trian­go­li.
È un fat­to non da poco, se si con­si­de­ra che la se­quen­za dei cer­chi au­rei pra­ti­ca­men­te scan­di­sce tut­te le aree con­cen­tri­che del chakra. Può anzi trat­tar­si del più im­por­tan­te rap­por­to au­reo, in quan­to de­ter­mi­na un pre­ci­so rap­por­to pla­ni­me­tri­co fra l´area in­ter­na, dei nove trian­go­li, e la suc­ces­si­va “pro­ie­zio­ne” di energia.
Non esi­ste al­tra se­quen­za nu­me­ri­ca ri­fe­ri­ta a cir­con­fe­ren­ze, che de­li­mi­ti con tan­ta ri­spon­den­za le cer­chie con­cen­tri­che o chakra in espan­sio­ne, no­no­stan­te la loro sa­go­ma com­ples­si­va pos­sa ten­de­re all´o­va­le: in par­ti­co­la­re si man­ten­go­no in equi­li­brio oriz­zon­tal­men­te e ten­do­no e de­bor­da­re dai con­fi­ni au­rei sull´asse ver­ti­ca­le.
Lo si nota fin da­gli sche­mi pro­po­sti nel sag­gio del 2002.
L´ap­pli­ca­ti­vo THEORY evi­den­zia piut­to­sto bene que­sta ca­rat­te­ri­sti­ca (cur­ve trat­teg­gia­te) e ne pro­pon­go uno spac­ca­to fin da ora, per poi mo­stra­re in det­ta­glio la so­lu­zio­ne sti­li­sti­ca ma­tu­ra­ta.


Da no­ta­re che va­rie im­pre­ci­sio­ni gra­fi­che nei di­se­gni pro­dot­ti a scher­mo dal­la pro­ce­du­ra sono do­vu­te alle mo­da­li­tà di ap­pros­si­ma­zio­ne al pi­xel del sof­twa­re di base (che non è CAD); con lo zoom va­ria­no fino a scom­pa­ri­re ma in ogni caso non in­ter­fe­ri­sco­no con la re­a­le pre­ci­sio­ne del­l´og­getto.
Che sia vo­lu­to o meno, que­sta pla­ni­me­tria ri­spet­ta in qual­che modo an­che nei cer­chi e re­la­ti­vi in­ter­spazi le pro­por­zio­ni sug­ge­ri­te dal di­se­gno del­l´Oregon, ma con una dif­fe­ren­za che vedremo.
Quan­to allo sti­le infatti, ho pre­fe­ri­to pro­ce­de­re in al­tro modo, ge­ne­ran­do il pro­fi­lo dei pe­ta­li se­con­do una pre­ci­sa at­ti­nen­za a pro­por­zio­ni det­ta­te dal­l´im­pian­to - lad­do­ve la fi­gu­ra del­l´Ore­gon non ha po­tu­to sug­ge­rirmi gran­ché - ep­pu­re av­vi­ci­nan­domi alla cor­ni­ce ester­na con una so­lu­zio­ne che a sua vol­ta la ri­con­ferma.
Nes­sun cer­chio, vir­tua­le o non, rac­chiu­de la cor­ni­ce con le quat­tro por­te, qua­le ul­ti­mo ba­luar­do al di fu­o­ri del qua­le non vi è che l´in­fi­nito.

 

Antonio Alessi - © 2003-2010 The Watch Publisher

Non aven­do modo di co­no­sce­re l´in­ten­di­men­to e le mo­ti­va­zio­ni ap­pli­ca­te nel­la fi­gu­ra ma­e­stra, ave­vo pre­pa­ra­to una mia sti­liz­za­zio­ne dei pe­ta­li nel­la pre­ce­den­te ver­sio­ne de­di­ca­ta al PDF, di gu­sto pu­ra­men­te fi­gu­ra­ti­vo, ba­sa­ta su ele­gan­ti cur­ve di Bézier, ma sen­za al­cu­na spe­ci­fi­ca at­ti­nen­za ge­o­me­tri­ca con l´in­sie­me, che ri­pro­du­co bre­ve­men­te. Le ho cu­ra­te a lun­go, ma non si trat­ta che di gra­fi­ca del­le for­me. Chi do­ves­se pre­fe­rirle può an­co­ra usa­re quel­le nei PDF.

La pianta di ri­fe­ri­men­to era mo­du­la­ta su un rap­por­to au­reo glo­ba­le, come evi­den­zia­no i cer­chi in ros­so nel­la fi­gu­ra, dei qua­li il più ester­no non ver­rà suc­ces­si­va­mente man­te­nu­to:

Con l´ap­pro­fon­di­re del­la te­ma­ti­ca in­fat­ti, ho in­te­so strut­tu­ra­re ogni det­ta­glio si­gni­fi­ca­ti­vo in modo sin­cro­no, sia pure par­zial­men­te sog­get­ti­vo in man­can­za di ri­fe­ri­men­to au­to­re­vo­le, ov­ve­ro rac­cor­dan­dolo fin do­ve pos­si­bi­le a re­la­zio­ni ge­o­me­tri­che pro­prie del dia­gram­ma; se non al­tro a ga­ran­ti­re mag­gior sin­to­nia vi­bra­to­ria con le al­tre parti.
Ho così pro­get­ta­to le so­lu­zio­ni de­scrit­te a se­gui­to, te­nen­do con­to di due pre­mes­se es­sen­ziali:

  • Le aree dei pe­ta­li de­ri­va­no da al­tret­tan­te aree trian­go­la­ri, ge­ne­ra­te dal­le in­ter­se­zio­ni di due qua­dra­ti e di quat­tro qua­dra­ti iscrit­ti in due cer­chi (con­cen­tri­ci), i cui ver­ti­ci sud­di­vi­do­no le ri­spet­ti­ve cir­con­fe­ren­ze in ar­chi di ugua­le am­piez­za.
    Po­trei ag­giun­ge­re che la loro cur­va­tu­ra a pro­fi­lo di pe­ta­li ne ac­cen­tua l´im­pron­ta co­ro­na­le ed av­vol­gen­te, un ca­rat­te­re evi­den­te­mente non ap­pli­ca­bi­le ai trian­go­li in­terni.
  • So­sti­tu­i­ta la base di cia­scun trian­go­lo con un un arco di cer­chio con­cen­tri­co al cen­tro del cer­chio ospi­tan­te, il pro­fi­lo la­te­ra­le dei pe­ta­li è co­sti­tu­i­to, da una cur­va che si sno­da a dop­pia ansa lun­go cia­scun lato, con ini­zio e ter­mi­ne in un ver­ti­ce del trian­go­lo d'ori­gi­ne.
Qua­lun­que sia il tipo di cur­va­tu­ra ap­pli­ca­to, que­sti pre­sup­po­sti tecnici non su­bi­ran­no va­ria­zio­ni.
Per de­fi­ni­re in modo ar­mo­nio­so il pun­to X, di in­ter­se­zio­ne con il lato AB e di in­ver­sio­ne del­la cur­va, ho pre­so spun­to dal­le mi­su­re del­la base e dei lati, adot­tan­do come ar­go­men­ti pri­mi i cer­chi con dia­me­tro equi­va­len­te. Co­min­cia­mo dal­la base: il cer­chio (Blu trat­teg­gia­to) ha cen­tro in H ed at­tra­ver­sa il ver­ti­ce, es­sen­do il trian­go­lo un mez­zo qua­dra­to. Per ri­ca­va­re suo tra­mi­te un pun­to di in­ter­se­zio­ne X con ogni lato oc­cor­rerà ruo­tar­lo fa­cen­do per­no su cia­scun estre­mo del­la base, che ne iden­ti­fi­ca il dia­me­tro, al­ter­na­ti­va­men­te ed in sim­me­tria per cia­scun lato.
Dall´estre­mi­tà B, lo fa­re­mo quin­di ruo­ta­re ver­so il bas­so fino a che giun­ga in po­si­zio­ne di tan­gen­zia­lità con il lato op­po­sto al ver­ti­ce car­di­ne, pres­sap­po­co dove ap­pa­re la let­te­ra o (ma ve­dre­mo me­glio come fare) per­cor­ren­do il suo cen­tro dal pun­to H un arco fino al pun­to Z, suo nu­o­vo cen­tro. In tal modo la cir­con­fe­ren­za ta­glie­rà un solo lato ( AB ) in un uni­co pun­to, man­te­nen­do un'at­ti­nen­za fis­sa con la di­men­sio­ne del trian­go­lo men­tre, su­pe­ra­to il pun­to di tan­gen­zia­lità, qua­lun­que so­lu­zio­ne non ne giu­sti­fi­cherebbe l´im­pie­go.
Dal nu­o­vo cen­tro Z ver­rà ri­pe­tu­to vir­tual­men­te il cer­chio con iden­ti­co rag­gio (aran­cio­ne), il cui arco dal pun­to B ad X co­sti­tuirà l´ansa ester­na del pro­fi­lo si­ni­stro; lo stes­so pro­ces­so sul­l´al­tro lato ve­drà un cen­tro sim­me­tri­co a Z (ri­spet­to al­l´asse ver­ti­ca­le del­lo yantra) ed un'ansa spe­cu­lar­men­te ugua­le alla prima.
Per chi in­ten­des­se ri­pro­dur­re que­sto sche­ma, la pro­ce­du­ra più im­me­dia­ta per con­se­gui­re la tan­gen­zia­lità del cer­chio di base ri­chie­de sem­pli­ce­mente di trac­cia­re un seg­men­to per­pen­di­co­la­re ad uno dei lati da qua­lun­que pun­to o sul lato e di lun­ghez­za pari al rag­gio BH, cioè metà del­la base, quin­di una li­nea mn pas­san­te per l´estre­mo op­po­sto ad o e pa­ral­le­la al lato di par­ten­za.
Il nu­o­vo cen­tro Z sarà dato dal­l´in­ter­se­zio­ne di mn con il cer­chio di rag­gio BH e cen­tro in B os­sia sul ver­ti­ce op­po­sto al lato di o.

La li­nea mn met­terà in evi­den­za un ul­te­rio­re ca­rat­te­re di si­ner­gia nel­l´im­pian­to scel­to: pare in­fat­ti che sia tan­gen­te al cer­chio che ge­ne­ra il se­miarco in­ter­no su­pe­rio­re, se­guen­do un pro­ce­di­men­to ana­lo­go; un al­tro aspet­to che sa­reb­be in­te­res­san­te ap­pro­fon­dire.

Come il pri­mo con la base, il se­con­do cer­chio avrà dia­me­tro pari ad uno dei lati del trian­go­lo. Per ri­ca­va­re il suo cen­tro P basterà pro­lun­ga­re la ZX in mi­su­ra del­la metà di AB per po­ter poi trac­cia­re il cer­chio su­pe­rio­re, dal qua­le ri­ca­va­re la se­con­da par­te del pro­fi­lo la­te­ra­le XA, in que­sto caso con­cava. Ecco come si pre­sen­ta­va nell´e­la­bo­ra­zio­ne esat­ta di THEORY, ad uno zoom con­te­ni­bi­le in que­sta pagina:
Lo stes­so verrà na­tu­ral­men­te applicato a tut­ti i pe­ta­li di en­tram­be le cer­chie.

Va precisato che argomentare di li­nee, come pure di cir­con­fe­ren­ze, si ri­fe­ri­sce ne­ces­sa­ria­mente ad ele­men­ti com­po­si­ti­vi del qua­dro gra­fi­co, che non van­no iden­ti­fi­ca­ti con le entità spa­ziali, che queste an­dran­no a de­fi­ni­re.
Le li­nee di per se stes­se non han­no al­cu­na va­len­za spe­ci­fi­ca, se non quel­la di de­li­mi­ta­re del­la aree, che sono gli ef­fet­ti­vi Cam­pi di for­za; per­ciò la pre­sen­za dei tre anel­li, in­te­si come spa­zi dif­fe­ren­ziati per qua­li­tà e fun­zio­na­li­tà, che av­vol­go­no le aree trian­go­la­ri, ri­chie­de quat­tro cer­chi per es­se­re de­fi­ni­ta gra­fi­ca­men­te; allo stes­so modo i tre li­vel­li del­la cor­ni­ce cru­ci­for­me, come gra­di­ni di una sca­la, richiedono quat­tro li­nee pe­ri­me­tra­li e non tre.
Dopo aver ri­le­va­to la pro­por­zio­ne au­rea nel­la co­ro­na dei quat­tro cer­chi av­vol­gen­ti, re­sta ora da de­fi­ni­re il qua­dru­plo per­cor­so del­la cor­ni­ce cruciforme.
A tal fine, l´am­piez­za dei pe­ta­li mag­gio­ri si pro­po­ne come la più in­di­ca­ti­va, po­i­ché la rit­mi­ca dei due qua­dra­ti che li ge­ne­ra­no scan­di­sce in modo uni­vo­co le di­re­zio­ni espres­se dal­la stes­sa Rosa dei Ven­ti e cioè i 4 lati ed i 4 an­go­li del­l´in­qua­dra­tu­ra fi­nale.
Se non ba­stas­se, in tema di sin­to­nia e pro­por­zio­ni di tut­ta l´im­pal­ca­tu­ra, ad impianto ultimato e programmato ho avu­to il pia­ce­re di un'ul­te­rio­ri con­fer­me, bel­le ed ec­ci­tan­ti alla mia scel­ta, date dai seg­men­ti che con­giun­go­no sim­me­tri­ca­mente gli estre­mi del­le basi ed i pun­ti di con­ver­sio­ne del­le cur­ve dei pe­tali.

la 1ª armonia
Pro­iet­tan­doli at­tra­ver­so il cer­chio [aureo] di base, dan­no vita ad una gri­glia che mo­stra una rit­mi­ca come di in­ter­con­nes­sio­ne tra cia­scu­na cop­pia di pe­ta­li e quel­la at­ti­gua, per otto pun­ti no­da­li (cerchiati) cia­scu­no dei qua­li con­giun­ge con mi­ra­bi­le pre­ci­sio­ne uno dei pun­ti me­dia­ni dei due pe­ta­li con­ti­gui uniti ai loro op­po­sti (verde), ad un ver­ti­ce di base de­gli al­tri due e dei loro op­po­sti (viola).
Di non mi­no­re ri­lie­vo, que­sti otto pun­ti co­sti­tu­i­sco­no i ver­ti­ci di un ot­tan­gono re­go­la­re che si iden­ti­fi­ca con la stel­la for­ma­ta dai due qua­dra­ti in­cro­cia­ti (tur­che­se), cir­co­scrit­to al ter­zo cer­chio in ri­du­zio­ne au­rea dal­la base dei pe­ta­li ver­so il cen­tro, a meno di un mil­le­si­mo di di­stan­za (cir­ca 7­/10 di mil­le­si­mo del rag­gio del cer­chio base; qua­si un al­tro te­o­re­ma au­reo); il dop­pio qua­dra­to che si for­ma al cen­tro (aran­cio) è a sua vol­ta poco di­sco­sto dal 4º cer­chio au­reo ed in gran­de sim­me­tria dal 5º e, an­che se la dif­fe­ren­za è evi­den­te, lo è pure un'ine­gua­glia­bi­le ar­mo­nia d'in­sie­me.
Sono sim­bo­li e mo­ti­vi che ri­tro­via­mo nel­l´ar­chi­tet­tu­ra di mol­ti edi­fi­ci sa­cri, pres­so di­ver­se cul­ture.

L´in­tu­i­zio­ne di co­or­di­na­re la sa­go­ma dei pe­ta­li alle re­la­zio­ni insite nei dop­pi qua­dra­ti ap­proda quin­di ad una so­lu­zio­ne pri­vi­le­gia­ta, che nep­pu­re il trac­cia­to del­l´Ore­gon sem­bra van­ta­re, a meno che es­so ub­bi­di­sca ad un prin­ci­pio di or­di­ne su­pe­rio­re, che sfug­ge alla mia im­ma­gi­na­zione.
Quel che tut­ta­via sor­pren­de è l´aver no­ta­to, nel ri­le­va­re la pul­sa­zio­ne dei cer­chi au­rei nel­lo Yantra dell´O­re­gon, una di­spa­ri­tà dav­ve­ro sin­go­la­re: lo spa­zio de­sti­na­to ai pe­ta­li è mag­gio­re di quel­lo at­tri­bu­i­to da THEORY, ma in mi­su­ra tale per cui i pe­ta­li ri­sul­ta­no in­gran­di­ti fi­no a rag­giun­ge­re con le 16 pun­te esat­ta­men­te l´ul­ti­mo cer­chio au­reo, trac­cian­do in pra­ti­ca gli al­tri tre cer­chi di con­te­ni­men­to al suo ester­no.
 cerchi aurei

A fi­dar­si del­la fi­gu­ra ri­co­stru­i­ta, si di­reb­be che col­limino con suf­fi­cen­te pre­ci­sio­ne, ma qua­le il cri­te­rio im­pie­ga­to per giun­ge­re a tale de­fi­ni­zio­ne?
È possibile che, es­sen­do il Cir­cu­i­to Au­reo l´oriz­zon­te di ri­fe­ri­men­to ac­cer­ta­to, in man­can­za di un cri­te­rio che san­cis­se una scel­ta di­ver­sa, si sia op­ta­to per de­li­ne­a­re al suo ester­no quel­la che è solo una cor­ni­ce; al di fuo­ri dal pro­ce­di­men­to espo­sto so­pra, ri­di­men­sio­na­re pe­ta­li e cor­ni­ce al­l´in­ter­no del cer­chio ul­ti­mo po­treb­be an­che aver l´aria di una for­za­tu­ra nei riguardi delle aree triangolari… ma que­sta è solo un'idea.

A pro­po­si­to del­la no­stra for­mu­la nel­la sua pri­ma ap­pli­ca­zio­ne agli 8 pe­ta­li, ri­por­to il fe­ed­back del Dr. Ma­rio Riz­zi, psi­co­lo­go e cul­to­re del vivere meglio, al qua­le sot­to­posi un'an­te­pri­ma del trac­cia­to in PDF:

----- Original Message -----
Sent: Saturday, April 03, 2010 6:11 PM
Subject: Tanti Auguri!!

.. omissis ..
Ho trovato ora la tua lettera e guardato il diagramma statico e l´animazione (riferim. a THEORY screen saver). Grazie per l´ovone con sopresa multipla!

Il diagramma statico è molto armonico ed emette molta energia.
Lo si può usare in Radionica per mandare energia o protezione a qualcuno che ne ha bisogno.

.. omissis ..

Ho il piacere di comunicarti la nascita di un mio nuovo sito, che è stato creato per fornire aiuto a chi va cercando una valido strumento per ritrovare la pace mentale, il suo indirizzo (URL) è: www.logosintesi.org
Nella Logosintesi si considerano i ricordi come formati da due tipi di energia: la propria e quella altrui, che può essere di persone, animali, luoghi od oggetti.

Se si riprende tutta la propria energia da un dato ricordo, e si allontana da se stessi tutta l´energia disturbante contenuta nel ricordo stesso, esso perde la carica energetica e non disturba più.

In detto sito sono pure compresi dei corsi a supporto della Logosintesi, tra essi: Radiestesia Medica, Biotensor, Training Autogeno, Kinesiologia applicata e Rimedi Floreali del dr. Edward Bach.

E' un sito  nato per il piacere di condividere, ed offre il suo contenuto in modo completamente gratuito.

Buona Pasqua!!! :O))


Il com­men­to è im­me­dia­to e si­gni­fi­ca­ti­vo, in quan­to non trae spun­to da una spe­ci­fi­ca co­gni­zio­ne del­lo S.Y. da par­te del­l´in­ter­lo­cu­to­re - né su que­sto è fo­ca­liz­za­to - ma solo dal­la gri­glia nel­lo sche­ma de­gli otto pe­ta­li, che gli ho sot­to­po­sto, su­bi­to in­dentificata qua­le sup­por­to di po­ten­zia­li ca­na­li di scor­ri­men­to del­la Forza.
Il ca­rat­te­re do­mi­nan­te di quel­lo a cui egli si ri­fe­ri­sce come 'il dia­gram­ma sta­ti­co' - per di­stin­guer­lo dal­l´ani­ma­zio­ne del­lo scre­en sa­ver spe­di­to in­sie­me - è di pe­ta­li che pa­io­no mu­o­ve­re ver­so l´ester­no spri­gio­nan­do il ca­lo­re di una fiam­ma, men­tre quel­li de­li­ne­a­ti nel­la sti­liz­za­zio­ne pre­ce­den­te si ada­giano, pur con ele­gan­za, a riem­pi­re lo spa­zio che loro com­pete.
A raf­for­za­re l´equi­li­brio ar­mo­ni­co con­cor­ro­no an­che le con­tro­par­ti in ne­ga­ti­vo, os­sia i pe­ta­li con­fi­gu­ra­ti dal pro­fi­lo dei lati con l´arco di base op­po­sto, ester­no a quel­lo nor­ma­le. Ba­sta con­cen­trar­si an­che su quel­li per co­glie­re una rit­mi­ca di par­te­ci­pa­zio­ne al´in­sie­me che man­ca nel­la pri­ma sti­liz­za­zio­ne, es­sen­do l´an­da­men­to di quel­li ivi con­trap­po­sti trop­po di­ver­so ri­spet­to ai profili base; in bre­ve, là vi è di­spa­ri­tà tra vuo­to e pie­no, men­tre nel­l´at­tua­le vi è sim­bio­si, qua­si un ab­brac­cio.

Ri­as­su­men­do a po­ste­rio­ri, dati due qua­dra­ti che si in­ter­se­ca­no lun­go un cer­chio base, le in­ter­se­zio­ni de­ri­van­ti dal­l´uni­re i ver­ti­ci base sim­me­tri­ci dei trian­go­li de­ri­va­ti ge­ne­ra­no due qua­dra­ti [in­ter­ni] che iden­ti­fi­ca­no il 2º cer­chio in ri­du­zio­ne au­rea dal 1º a meno di un'uni­tà. Le ret­te pas­san­ti sul­le in­ter­se­zio­ni tra i due qua­dri in­ter­ni in­con­tra­no a loro vol­ta esat­ta­men­te sui lati dei qua­dri pri­ma­ri i pun­ti di at­tra­ver­sa­men­to dei cer­chi di dia­me­tro ugua­le alle basi dei trian­go­li de­ri­va­ti, pas­san­ti per uno dei loro ver­ti­ci di base e tan­gen­ti al lato op­po­sto.
Se la pri­ma par­te non può as­sur­ge­re a te­o­re­ma, lo po­treb­be la se­conda e ciò vale anche per il caso che segue; in entrambi vi sono gli estremi per un deposito di “modello ornamentale”: pertanto chi desiderasse farne uso è rigorosamente tenuto a citarne il nome dell´Autore e questo sito Web.

senza armonia?
Ho si­mu­la­to un trac­cia­to con cur­va­tu­ra dei lati leg­ger­men­te di­ver­sa spo­stan­do di poco i pun­ti di con­ver­sio­ne quan­to ba­sta per ve­ri­fi­ca­re come le cor­ri­spon­den­ze im­me­dia­ta­men­te si di­sper­dano, scom­po­nen­dosi due a due e sen­za che il loro in­cro­ci dia­no vita ad al­cu­na fi­gu­ra ot­ta­go­na­le, con­ca­va né con­ves­sa; tale fi­gu­ra, che si for­ma ugual­men­te, pre­sen­ta ver­ti­ci (o in­ter­se­zio­ni) pro­prie ed in­di­pen­den­ti, per cui è come se l´in­cro­cio del­la pre­ce­den­te si scom­po­nes­se in tre di­ver­si pun­ti, o vi­ce­ver­sa tre (e non solo due) fos­se­ro gli ar­go­men­ti che con­flui­scono alla sua per­fe­zione.
la 2ª armonia
Quanto alla struttura cristallina della gemma, ecco quel che ci riserva un rosone che equivale ad un coro di angelica melodia, ri­sul­tan­te dal­l´aver tra­sfor­ma­to i trian­go­li in petali come rac­cor­da­ti dal­la mistica rosa cir­co­la­re del­la loro di­spo­si­zio­ne; e si tratta soltanto delle più evidenti ed accessibili tra le potenzialità dello yantra, racchiuse nel corollario dei suoi avvolgimenti esterni.
Come le voci di un coro, che si fon­do­no in un´uni­ca sono­rità, le stes­se li­nee trac­cia­te da un pe­ta­lo al­l´al­tro del­la co­ro­na a 16 dan­no vita ad una fi­gu­ra cen­tra­le esa­de­ca­go­na­le, ani­ma­ta da spraz­zi di luce che si al­ter­na­no con la spin­ta di un'esplo­sio­ne, in net­to con­tra­sto con la sta­bi­li­tà di quel­la più in­ter­na ad 8.
Pur es­sen­do scan­di­to da un sus­se­guir­si di in­ter­ru­zio­ni come ba­glio­ri, il po­li­go­no si con­fi­gu­ra allo stesso modo dell´altro, im­per­nian­do i suoi ver­ti­ci sul­l´in­ter­se­zio­ne e­sat­ta del­le due cop­pie di seg­men­ti-vet­to­ri, con qua­li si iden­ti­fi­ca sen­za scar­to.
Ne dò la riproduzione globale e quella della finestra centrale, definita da pieni e vuoti alternati, ma che delinea il ripetersi del poligono regolare fino a 4 livelli concentrici a ro­ta­zio­ne di 11°25', ol­tre a ca­le­i­do­scopiche fi­gu­re stel­la­te di con­ca­vi­tà va­ria­bi­le (la scelta cromatica è solo una questione illustrativa, di gusto momentaneo e locale - come sempre in questi casi - avente il solo scopo di favorire l´analisi).

Det­ta­gli e pre­ci­sio­ne d'in­ter­se­zio­ni suf­fi­cien­te­men­te evi­den­te da mio pro­gram­ma sono tra­guar­dabili nel­le tre pa­gi­ne di ri­pro­du­zio­ne in PDF de­scrit­ta poco sotto (dove quel­lo che nel­la bit­map ap­pa­re come un cer­chio cen­tra­le è chia­ra­men­te trac­cia­to come po­li­go­no di 16 lati).
Tutto ciò non può che con­fer­ma­re un af­flus­so ed uno scor­ri­men­to del­l´ener­gia de­gno del­lo Yantra.

la cornice
Dal­la base di ciascuno dei 4 trian­go­li non ob­li­qui, che de­fi­ni­sco­no gli 8 pe­ta­li, ho poi al­za­to un ret­tan­go­lo che si spor­ge quan­to ba­sta a far sì che il cir­cu­i­to più in­ter­no del pe­ri­me­tro a cro­ce toc­chi in M con i suoi brac­ci i ver­ti­ci il qua­dra­to ob­li­quo, a sua vol­ta de­fi­ni­to dai ver­ti­ci la­te­ra­li in­ter­me­di del­la cer­chia di se­di­ci pe­ta­li, e pog­gi con gli an­go­li rien­tran­ti sui lati del me­de­si­mo; così tut­ti gli ar­go­men­ti par­te­ci­pa­no alla re­la­zio­ne del­l´im­pian­to fi­nito.
In tal modo infatti que­sta cor­ni­ce cir­co­scri­ve con esat­tez­za la Re­al­tà in essa con­te­nu­ta, sen­za in­tac­carne i con­fi­ni virtuali.

Al di là del de­sign, sono con­vin­to che que­ste re­la­zio­ni sia­no ben ar­ti­co­la­te al­l´im­pian­to com­ples­si­vo, per non dire de­fi­ni­ti­ve, men­tre ri­ten­go fon­da­men­ta­li i rap­por­ti sta­bi­li­ti tra le aree con­cen­tri­che prin­ci­pali.

Tra le op­zio­ni che pro­du­co­no il do­cu­men­to Post­Script per la stam­pa in qual­sia­si di­men­sio­ne o per ot­te­ne­re il PDF, una pre­ve­de an­che la de­fi­ni­zio­ne ge­o­me­tri­ca pura del­la pla­ni­me­tria del­lo Yantra, man­te­nen­do i po­li­go­ni nel­la loro for­ma astrat­ta e ge­ne­ran­do un ri­sul­ta­to che, per met­te­re in evi­den­za il “gio­co” del­le co­ro­ne trian­go­la­ri - tra le in­nu­me­re­vo­li pos­si­bi­li­tà il­lu­stra­ti­ve - amo sin­te­tiz­za­re così:
 Petali triangolari

Questa immagine mostra una volta ancora - lo abbiamo già veduto - quanto una figura sia capace di dilatarsi o contrarsi in entrambi i sensi. Per quanto sia difficile in quadrare mentalmente una tal gam­ma di fat­to­ri con­cor­ren­ti, se non bastasse è espresso piuttosto bene dai due esemplari alternati ottenuti tra gli ultimi, di cui riporto i dettagli nella finestra accanto, quali esempi finali di come THEORY opera.

la soluzione ideale
Esiste infine un'uni­ca so­lu­zio­ne ideale?
Cer­to che esi­ste, quant´è vero il mondo!

Quel che non esi­ste, per riprendere il parallelo con ­gli scac­chi, è un com­pu­ter, o una formula, ca­pa­ce di pre­ve­de­re tut­te le va­rian­ti del­la par­ti­ta ide­a­le, con la dif­fe­ren­za che se nel pri­mo caso si ri­cer­ca di man­te­ne­re il van­tag­gio del­la pri­ma mos­sa, qua­lun­que sia la stra­te­gia di gio­co ap­pli­ca­ta, nel caso S.Y. la se­quen­za ide­a­le non è quel­la che re­a­liz­za la vit­to­ria del Bian­co sul Nero, ma il per­fet­to equi­li­brio tra i due.
La sot­ti­le dif­fe­ren­za non esclu­de, anzi sug­ge­ri­sce, che an­che la so­lu­zio­ne per gli scac­chi deb­ba po­ter ga­ran­ti­re la pa­ri­tà. In fon­do, la par­ti­ta ide­a­le è que­sta: la 1ª mos­sa non si­gni­fi­ca una mos­sa in più po­i­ché, non es­sen­do di per sé vin­cen­te, do­vrà at­ten­de­re la con­tro­mos­sa, la qua­le ha il van­tag­gio di in­ter­ve­ni­re su una si­tua­zio­ne già espo­sta e non mu­ta­bi­le.
Esi­sten­do nel Prin­ci­pio (U. C.), Che le ac­co­glie, en­tram­be le con­di­zio­ni, nes­su­na è de­sti­na­ta a pre­va­lere.


A proposito di Bianco e Nero, o di Rosso e Bianco, come prediligono le Scritture, rimane da definire graficamente il centro.
È l´Inizio, al quale tutto ritorna; ed ecco la formula grafica che ho adottato.
Il cerchio che circoscrive il Triangolo di centro, il più piccolo, ritagliato da due altri, non è quasi mai concentrico a quello principale.
Tra gli svariati modi per definire il centro di un triangolo, poiché dal centro del cerchio circoscritto sono equidistanti i tre vertici - gli argomenti più significativi nel nostro caso - consideriamo il suo centro come centro stesso del triangolo (in tal caso è chiamato CIRCOCENTRO) e di conseguenza il baricentro dell´intelaiatura complessiva dei nove triangoli e dello yantra.
È l´atto in cui la Monade pren­de for­ma e so­stan­za, os­sia si scin­de nel­la pri­ma, tri­pli­ce di­spo­si­zio­ne, ge­ne­ran­do dal Sé Uno la Con­tro­par­te e l´am­ples­so che vede la con­trap­po­si­zio­ne di luce e buio fon­der­si nell´u­nio­ne stes­sa, ac­cen­den­do il Fu­o­co del­la Vita e ar­ti­co­lan­do i pia­ni che pre­sie­do­no alle in­nu­me­re­vo­li realizzazioni.
Ove la se­con­da si vol­ge al bi­na­rio spa­zio-tem­po­ra­le ed in esso si mo­da­liz­za, il pri­mo si pro­iet­ta e si ma­ni­fe­sta nel­la ga­ran­zia del re­in­te­gro unitario.
La VITA, nella sua accezione usuale, è solo un aspetto dell´Esistenza.
Esso contempla quindi il mi­ste­ro del­la Tri­ni­tà ed è gra­fi­ca­men­te col­lo­ca­to all´in­ter­no di un mi­nu­sco­lo cir­co­lo cen­tra­le, la cui di­men­sio­ne vie­ne ri­ca­va­ta estra­en­do la ra­di­ce cu­bi­ca del dia­me­tro del pri­mo ci­ta­to. Que­sta scel­ta ec­heg­gia il fat­to che le ra­di­ci n-esi­me di 1, ge­o­me­tri­ca­men­te di­se­gna­te sul pia­no com­ples­so, si di­spon­go­no se­con­do i ver­ti­ci di un po­li­go­no re­go­la­re, con un nu­me­ro di lati pari al gra­do del­la ra­di­ce; in bre­ve, la ra­di­ce cu­bi­ca di 1 ge­ne­ra 3 vertici.
Il cerchio (che definisco ospi­tan­te) in co­lo­re ros­so car­mi­nio (nel PDF), con­ter­rà quin­di a sua vol­ta tre cer­chi il cui dia­me­tro è di­mez­za­to ri­spet­to al con­te­nen­te, di­spo­sti in modo da ri­sul­ta­re tan­gen­ti alla sua cir­con­fe­ren­za e quin­di at­tra­ver­san­done il cen­tro in un uni­co pun­to co­mu­ne, il vero Sorgente.
Il centro di ciascuno è di­spo­sto sul­le li­nee che da ogni ver­ti­ce del trian­go­lo at­tra­ver­sa­no il cen­tro del cer­chio ospi­tan­te, ma al lato op­po­sto a det­to ver­ti­ce ri­spet­to al cen­tro. Ne ri­sul­ta una fi­gu­ra che vede in­ter­se­car­si i tre cer­chi mi­no­ri, ge­ne­ran­do un in­sie­me trian­go­la­re il cui orien­ta­men­to è op­po­sto a quel­lo del trian­go­lo cen­tra­le, cioè ha ver­ti­ce in alto; i co­lo­ri, ben­ché pu­ra­men­te in­di­ca­ti­vi, non es­sen­do lo sco­po pre­ci­puo di que­sto la­vo­ro, sono ri­fe­ri­ti ide­al­men­te ad Oro, Ar­gen­to e ad una co­lo­ra­zio­ne in­ter­me­dia tra i due, che è solo un modo per raf­fi­gu­ra­re sim­bo­li­ca­mente que­sto Po­te­re; nei dia­gram­mi (PDF) a cam­po pie­no quin­di, tale cer­chio di fu­sio­ne è rap­pre­sen­ta­to con le due metà di co­lo­re con­trapposto.
Ciò dovrebbe soddisfare i contenuti essenziali, simbolici ed esoterici.

Spe­ro vi­va­men­te di es­se­re sta­to chia­ro nel­l´espo­si­zio­ne; qual­che ri­pe­ti­zio­ne a vol­te val me­glio di una di­men­ti­can­za. Ad ogni modo, po­i­ché una bit­map non sa­reb­be ab­ba­stan­za leg­gi­bi­le, que­sto è il trac­cia­to del­l´im­pian­to com­ples­si­vo in PDF, per come lo con­ce­pi­sco, non sen­za pre­met­te­re riguardo alla sua 1ª pagina, che è sta­ta pro­dot­ta con sof­twa­re il­lu­stra­ti­vo (che ha la de­plo­re­vo­le abi­tu­di­ne di ri­de­fi­ni­re le mi­su­re a sua di­scre­zio­ne) e co­mun­que uni­ca­men­te a sco­po espo­si­ti­vo del­le de­scri­zio­ni, per cui la pre­ci­sio­ne non è scien­ti­fi­ca.
Ho evi­den­zia­to in ros­so il qua­dra­to ob­li­quo mag­gior­men­te re­spon­sa­bi­le di que­sta con­fi­gu­ra­zio­ne an­che per­ché, come ho già ri­le­va­to, po­treb­be ave­re la fun­zio­ne ul­te­rio­re di un uni­co ma si­gni­fi­ca­ti­vo con­tat­to con uno dei trian­go­li in­terni.
Oc­cor­re solo l´oc­ca­sio­ne per con­trol­la­re la va­li­di­tà di que­sta sup­po­si­zio­ne.


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