p r e f a z i o n e
Que­sto la­vo­ro di in­da­gi­ne, ap­pro­fon­di­men­to e con­co­mi­tan­te svi­lup­po di pro­ce­du­re, dia­gram­mi gra­fi­ci e pa­gi­ne do­cu­men­ta­tive è sta­to svol­to con estre­ma in­ten­si­tà e con­cen­tra­zio­ne dal Na­ta­le 2009 alla Pa­squa suc­ces­si­va, par­ten­do da con­ce­zio­ni in em­brio­ne da anni ma in mag­gior mi­su­ra ma­tu­ra­te lun­go il tra­git­to, pro­prio in vir­tù del­la ri­cer­ca stes­sa in sin­to­nia con l´evol­ve­re dei tempi.

Una se­quen­za di ope­ra­zio­ni con­ca­te­na­te ed in­te­rat­tive che non han­no la­scia­to tre­gua né re­spi­ro. Per tale mo­ti­vo, do­ven­do man­te­ne­re l´at­ten­zio­ne fis­sa prin­ci­pal­men­te e con con­ti­nu­i­tà su­gli ap­pa­ra­ti de­dut­ti­vi e cre­a­ti­vi e dato l´ac­ca­val­lar­si di ri­pen­sa­men­ti e ri­fa­ci­menti tec­ni­ci e con­cet­tua­li, non sem­pre è sta­to pos­si­bi­le ag­gior­na­re e ri­ag­giornare il la­vo­ro in tut­te le di­re­zio­ni co­in­vol­te, del­le qua­li cia­scu­na esi­ge tec­ni­che e tem­pi pro­pri e che sot­trar­reb­be­ro ri­sor­se e me­mo­ria a quel­le vi­ta­li. Con­ce­zio­ni in­ter­ve­nu­te sca­val­cano le pre­ce­den­ti sen­za la­sciar il tem­po di de­can­ta­re cosa sia re­al­men­te da scar­ta­re e cosa no, po­i­ché se il pre­sen­te ten­de a do­mi­na­re, il pas­sa­to spes­so in­se­gna a po­ste­rio­ri; così nel­la cor­sa ho pre­fe­ri­to “sal­var ca­pra e ca­vo­li”, fi­dan­do nel­la com­pren­sio­ne di chi mi leg­ge, po­i­ché a can­cel­la­re sia­mo sem­pre in tempo.
Ri­ve­de­re par­ti del te­sto il più del­le vol­te è ser­vi­to a far scat­ta­re nu­o­ve idee ed ini­zia­ti­ve, piut­to­sto che a sin­cro­niz­zarlo con la do­vu­ta cura. Ne de­ri­va­no ri­pe­ti­zio­ni ine­vi­ta­bi­li, al­cu­ni con­cet­ti e pa­ra­gra­fi ob­so­le­ti, qual­che pro­ba­bi­le con­trad­di­zio­ne che an­dreb­be con­si­de­ra­ta nel­l´ot­ti­ca di una di­na­mi­ca strin­gen­te, per la qua­le il pri­ma e il dopo non cor­ri­spon­dono ne­ces­sa­ria­mente al­l´or­di­ne di let­tu­ra del­le va­rie par­ti del te­sto.
Mi scu­so per que­ste ine­vi­ta­bi­li im­pre­ci­sio­ni, ma il sa­cri­fi­cio è val­so a con­se­gui­re la mas­si­ma do­vi­zia di par­ti­co­la­ri, dati e stru­men­ti di in­da­gi­ne che spe­ro si ri­veleranno uti­li agli ap­pas­sio­na­ti.

Il te­sto è re­dat­to uni­ca­men­te in lin­gua Ita­lia­na per le stes­se ra­gio­ni di cui so­pra; ogni ap­pro­pria­ta tra­du­zio­ne in al­tre lin­gue sarà ben­ve­nuta ed ospi­ta­ta, una vol­ta ri­te­nu­ta ido­nea.
Ab­bre­via­zio­ni ri­cor­ren­ti sono:
  • S.Y. per Shri Yantra
  • S.A. per Se­zio­ne Au­rea
    Il ter­mi­ne Au­reo farà ri­fe­ri­men­to a que­sta, come pure ai Cer­chi con­cen­tri­ci de­scrit­ti nel­la di­mo­stra­zio­ne del re­la­ti­vo te­o­re­ma.
  • G.P. per Gran­de Pi­ra­mi­de
  • U.C. per Uno Cre­a­to­re
  • Yôn, o Yon (co­mu­ne­men­te Yang) è in ge­ne­re ri­fe­ri­to al trian­go­lo mag­gio­re o de­si­gna quel­li con ver­ti­ce in alto
  • Yin è ge­ne­ral­men­te ri­fe­ri­to al trian­go­lo mag­gio­re o de­si­gna quel­li con ver­ti­ce in bas­so
  • S.O. per Si­ste­ma Ope­ra­ti­vo
  • pt. per Pun­ti scher­mo, o pi­xel
  • MDR per Motore di ricerca
  • in­fi­ne é acro­ni­mo di:
    The Holy Eye Of Re­ve­la­tion Yantra o Yard, in­se­gna e ti­to­lo di que­sto la­vo­ro.
    Il lem­ma Holy re­ste­rà in­te­so nel­la mag­gior par­te dei casi, es­sen­do il logo ri­con­dot­to per lo più al ti­to­lo del rac­con­to del 1939.
Quan­to al significato, ben­ché il ter­mi­ne “Yantra” tro­vi am­pio svi­lup­po in mol­te pa­gi­ne del­la rete, me­ri­ta ri­le­va­re come il con­cet­to San­scri­to di “Yantra” si ac­co­sti a quel­lo In­gle­se di “Yard”, con­di­vi­den­do il si­gni­fi­ca­to di un pro­spet­to di re­cin­zio­ne o re­ti­co­lo che cir­co­scri­ve o de­fi­ni­sce l´im­pian­to di una re­al­tà, sor­reg­gen­do­ne la tra­ma fi­no a co­sti­tu­ir­ne l´u­ni­tà di mi­su­ra stru­men­ta­le o di ri­fe­ri­mento, poiché “quel che è in fondo è come ciò che sta in cima …” e vi­ce­ver­sa, dalla Tabula Smaragdina.

Chi avrà let­to «Il Cono del­l´Er­ro­re» tro­ve­rà am­pia giu­sti­fi­ca­zio­ne in que­sta ri­de­fi­ni­zio­ne del no­stro spa­zio co­smi­co, un im­pian­to nel qua­le è sta­ta con­di­zio­na­ta dal­la Re­al­tà Pri­ma una si­tua­zio­ne di li­be­ro “er­ro­re”, per con­sen­tirle il più com­ple­to ri­sa­na­men­to.
Questa scelta di­scen­de dal­la mia pro­fon­da con­sa­pe­vo­lez­za che que­sto sim­bo­lo non deb­ba ri­ve­sti­re sem­pre e sol­tan­to una con­no­ta­zio­ne Orien­ta­le.
Esso esi­ste da pri­ma di Orien­te ed Oc­ci­den­te - sem­mai li con­tem­pla en­tram­bi - e la sua ra­gion d´es­se­re non è le­ga­ta ad al­cu­na par­ti­co­la­re cor­ren­te eso­te­ri­ca, ma va an­zi com­pre­so, me­di­ta­to e pra­ti­ca­to nel­la sua uni­ver­sa­li­tà. Ap­par­tie­ne a tut­ti, col­lo­can­dosi a mon­te di qual­sia­si re­al­tà tan­gi­bi­le. Mi auguro che que­sto mio la­vo­ro ne espon­ga pro­ve suf­fi­cien­ti.
La ra­tio per la scel­ta del­l´acro­ni­mo sarà co­mun­que og­get­to di ap­pro­fon­di­men­to.


Qual­che mi­nu­to de­di­ca­to alla LE­GEN­DA re­can­te l´In­di­ce ren­derà la con­sul­ta­zio­ne as­sai più age­vo­le. Gra­zie per la tua visita.